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Politica

Bollette, AVS deve spiegare come finanziare gli aiuti promessi

Bonelli propone un credito per l’elettricità fino a 2.000 kilowattora annui. Il centrosinistra deve chiarire costi e coperture della sua alternativa di governo.

di Redazione

Angelo Bonelli ha messo sul tavolo del centrosinistra una bolletta sociale per le famiglie con Isee fino a 30.000 euro. Il credito sarebbe progressivo, riconosciuto in fattura e arriverebbe fino a circa 2.000 kilowattora annui; il dirigente di Alleanza Verdi e Sinistra parla di otto milioni di famiglie e di un beneficio massimo di 450 euro per un nucleo di tre o quattro persone. È una proposta politica, non una misura approvata. La domanda che ora il campo largo deve affrontare è semplice: chi riceverà quanto, con quale spesa pubblica e con quali entrate certe?

Il costo dell’energia è un problema reale per famiglie e imprese. Proprio per questo un aiuto sulla bolletta non si giudica dalla generosità del titolo, ma dalla capacità di raggiungere chi ne ha bisogno senza creare una promessa impossibile da mantenere. La soglia di 30.000 euro amplia molto la platea rispetto ai tradizionali bonus per il disagio economico. Se il credito diminuisce col crescere dell’Isee, occorre pubblicare le fasce, la formula e il trattamento di chi vive poco sopra la soglia. Altrimenti due nuclei simili potrebbero ricevere benefici molto diversi senza una ragione comprensibile.

Bonelli indica possibili coperture: aste delle emissioni, un contributo sui redditi elevati, tagli ai sussidi ambientalmente dannosi e minore spesa militare. È una lista di scelte politiche, non ancora un bilancio della misura. Ogni voce va quantificata anno per anno e verificata rispetto agli impegni già assunti. Per le entrate variabili, come quelle delle aste, serve anche sapere che cosa accadrebbe se l’incasso fosse inferiore alle attese. Mettere insieme fonti diverse non equivale automaticamente a coprire un diritto promesso a milioni di utenze.

Il nodo non è negare l’intervento pubblico. Il governo Meloni ha già adottato agevolazioni sulla luce per famiglie con redditi bassi e una disciplina che contempla contributi per nuclei con Isee più alto entro condizioni definite. Quel lavoro può essere discusso e migliorato, ma esiste. AVS deve spiegare in che modo la nuova bolletta sociale si coordinerebbe con gli strumenti vigenti, evitando doppi vantaggi ad alcune utenze e vuoti per altre. La promessa del centrosinistra sarà credibile soltanto se il passaggio fra vecchio e nuovo regime è scritto con chiarezza.

Nell’assemblea programmatica AVS, la proposta più votata punta anche a superare i sussidi alle fonti fossili e a spingere sulle rinnovabili. Bonelli aggiunge il noleggio agevolato delle pompe di calore. Questi obiettivi possono convivere con un credito elettrico, ma richiedono tempi e priorità coerenti: ridurre subito il prezzo pagato dalle famiglie non deve togliere risorse alla trasformazione che il partito considera essenziale. La critica politica è dunque rivolta alla gerarchia delle scelte, non a una presunta contraddizione automatica tra tutela sociale e ambientalismo.

Un’alternativa di governo deve chiedere fiducia a lavoratori e pensionati con conti controllabili. Bonelli ha portato una proposta; spetta alla coalizione darle regole e dire quali altre spese rinuncerebbe a sostenere. Il centrodestra può rivendicare una linea più prudente: aiutare le famiglie esposte ai rincari, preservare la tenuta dei conti e rendere operativi i sostegni già deliberati. Il bisogno di pagare la luce merita risposte concrete; una cifra massima ripetuta in un comizio, da sola, non è ancora una politica energetica finanziata.

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